Un giorno a pranzo a casa sua


Un giorno ti invita a pranzo a casa sua, è una domenica di autunno, ha voglia di prepararti da mangiare e tu le rispondi di sì, molto volentieri, le dici, vuoi sapere come cucina e vuoi vedere mentre lo fa solo per voi, con la tavola apparecchiata per due, la luce di ottobre, il rumore dei fornelli, le candele profumate e con addosso la camicia più bella che hai.
Ti ha detto che preparerà ravioli con salmone e prezzemolo, le erano venuti bene una volta e ha pensato a te, è bello aver cura di qualcuno se ci tieni a cucinare per lui.
Arrivi presto, porti una torta fatta in casa, ma non da te, perché tu non la sapevi preparare; però è come se l’avessi fatta io, hai detto, ho deciso personalmente la ricetta e gli ingredienti, ha dentro un po’ di vaniglia e un po’ d’amore.
Lasciate la torta sul piano della cucina, ti togli la giacca e l’aiuti ad apparecchiare la tavola, metti i piatti e i bicchieri mentre lei ogni tanto usa un cucchiaio di legno per mescolare un sugo che si sta cucinando sul gas, poi senti l’odore del prezzemolo che ti piace e che ti riporta a bei ricordi.
La guardi mentre cucina e capisci che se la cava, la cucina non è solo questione di gusto ma anche di portamento, qualche volta però si sbaglia e si sporca di qualcosa, per fortuna non scotta. Si pulisce leccandosi le dita. Poi si porta il cucchiaio verso le labbra per sentire il sapore di quello che fa, sembra buono, ti dice, vuoi sentirlo anche tu? Assaggi dallo stesso cucchiaio e il suo sapore piace anche a te.
Vi sedete a tavola, il mangiare è pronto, la luce entra dalla finestra e per un giorno il mondo vi lascia in pace.
Hai ragione, le dici, sono proprio buoni questi ravioli, sanno di salmone e di te; lei sorride e dice: non sono tanto brava in cucina, ma ho dato il meglio di me.
Mangiate e parlate, l’acqua è nei bicchieri, le forchette toccano i piatti, pensi che vorresti toccare la sua forchetta con la tua, non lo avevi visto in un film?
Mi piace casa tua, le dici, sei brava a tenere in ordine un posto così, anche se è piccolo: hai la cucina e il giardino e in estate puoi andare all’aperto a guardare le stelle, sempre che per una sera nessuno le abbia già accese dentro di te.
Le sue labbra sono tanto diverse dalle tue, sono più rosa e più dolci, lei si accorge del tuo sguardo e ti chiede: pensi ancora che siano la parte più bella di me?
Decidi di dirle la verità e rispondi di no, lo pensavo una volta ma adesso non più: le tue labbra non sono cambiate ma la mia coscienza sì, la tua bocca la lascio agli altri, a quelli che si fermano lì: ora io ti vedo dentro e non posso amare niente più di così.
Quando avete finito mettete in ordine la cucina, lei ti prepara il caffè e mangiate una fetta di torta: è proprio buona questa torta, per fortuna non l’hai fatta tu! Si sente il gusto di vaniglia e di qualcosa che non so, ma prima o poi lo scoprirò.
Vi sedete sul divano e guardate la televisione. Dopo un po’ ti chiede se può sdraiarsi su di te, ma lo fa senza aspettare. Appoggia la testa sulle tue cosce e tu non sai se sono tanto morbide per lei. Chissà come si troverà?
Pensi che il tessuto dei jeans le dia fastidio, ma lei non ne fa un problema, dal viso la senti respirare sempre più piano mentre con una mano ti accarezza le ginocchia.
Le fai una carezza anche tu, sulla guancia, le sposti i capelli dietro l’orecchio e dopo le sfiori anche quello, senza dire una parola, adesso non c’è più niente da dire ma tutto da ascoltare.

Annunci

3 pensieri su “Un giorno a pranzo a casa sua

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...