Anna


Dopo aver fatto l’amore rimaniamo sdraiati sul letto, nella penombra, a godere del calore che abbiamo creato e che ancora si disperde nell’aria attorno a noi.
È la fine di settembre. Anna ha ricominciato da poco i corsi all’università. Per un periodo ha passato le vacanze per conto suo, si è abbronzata ed è tornata più carina che mai. Presto ricomincerà anche a fare danza – insegna in una scuola – e sono contento per lei perché so che questo la rende felice.
Io ho alcuni anni più di lei, ho finito l’università e la mia vita è già indirizzata verso una strada fatta di lavoro e responsabilità. La sua vita invece è ancora in fase di formazione, alterna gli studi al lavoro, ma sento che la sta vivendo nel modo migliore per lei. Mi dà l’esempio che tutto, alla fine, si riconduce semplicemente a un percorso, e che gli obiettivi della vita arrivano e si superano anche senza il costo della vita stessa. Come se non ci fosse mai un prima o un dopo, e che tutto avesse il senso della continuità.
Quando possiamo, Anna viene da me. Arriva per cena. Preparo qualcosa da mangiare mentre mi racconta della sua giornata all’università, o cosa è successo nel pomeriggio alla scuola di danza. Se è venuto qualcuno di simpatico o se un bambino ha fatto i capricci.
Anna è una ragazza semplicissima. Ha gli occhiali, i capelli lunghi e castani e gli occhi di quello stesso colore. Il suo corpo emana una freschezza e una genuinità che non ho mai riconosciuto in nessun’altra donna. Per questo motivo il nostro non è un rapporto d’amore squisitamente passionale, come ho affrontato altre volte nella vita. Non è un amore che fa mancare il respiro per la sua assenza, o che ci spinge sul letto ancora prima di cena perché quell’amore non sa sopportare la sua stessa mancanza.
Anna entra in casa, posa la borsa e prima di baciarmi mi mostra il suo sorriso. I suoi baci sono labbra fresche, pelle profumata e occhiali che si toccano. Come l’esempio della sua vita, sono baci che non hanno un prima o un dopo: non iniziano e non finiscono. Sono una sensazione di dolcezza che si sente in anticipo, come una fragranza che si muove nell’aria e che perdura ben oltre la fine del bacio.
Non mi manca la vita passionale che avevo prima, quando tutto ruotava attorno al desiderio del corpo e della mente dell’altra persona. La mia vita di allora si misurava solamente per la mancanza di ossigeno dovuta a un’attesa quasi sempre infinita, e il sesso faceva solo aumentare la riserva d’ossigeno per resistere fino alla prossima volta.
Con lei però è diverso. Quando penso a lei, durante le mie giornate, mi sento tranquillo. È un equilibrio dolcissimo che mi permette di vivere la vita senza preoccupazioni. Non è una questione di sopravvivere all’amore, ma di vivere un amore che finalmente si manifesta nella sua perfezione.
Di sera, dopo cena, andiamo a letto.
Anche il sesso che facciamo noi è pieno di passione. I suoi baci, sul letto, non sono solamente teneri e dolci, come quando mi saluta prima di cena. E mentre facciamo l’amore non penso a lei come alla ragazza carina e tranquilla, che la mattina dopo andrà all’università e passerà alcune ore sui libri a studiare. Non è così neanche per lei. Anna sa quello che vuole e come misurare le distanze fra le cose. Anche il nostro amore è fatto di sussurri e di parole, di carezze nascoste e di spinte evidenti, e anche per noi gli orgasmi arrivano come momenti che sbocciano nella voglia e nella passione.
Una sera, dopo averlo fatto, siamo stesi di fianco, respiriamo piano e ci guardiamo nella penombra. Siamo vicini. Le passo una mano sulle spalle, poi sul viso, le tocco i capelli e le guance. Mi è sempre piaciuto riempirla di carezze.
Mi fa un sorriso, ma nonostante il buio lo riconosco che è un sorriso rubato. C’è qualcosa che non va. Le chiedo da dove arriva quell’amarezza, ma lei non risponde. Non le va di spiegarmi perché si sente così. Fa solamente un altro sorriso, come per arrendersi, e viene più vicina. Mi abbraccia e rimane con la testa chiusa fra il mio viso e la mia spalla.
Penso di dirle che le voglio bene, ma so che sarebbe banale. Tutti i momenti sembrano banali se ci viene in mente di dire “ti voglio bene” a qualcuno.
La tengo stretta, mentre in silenzio, ad occhi chiusi, aspetto che si consumi il pensiero che le è venuto in mente e che la fa stare male.
“La mia amica,” trova la forza di dirmi, e mi basta questo per aumentare l’intensità del mio abbraccio.
Mi concede solo quelle parole per ricordami della sua storia, ma non ne servono altre. Lei non ne dice più nessuna. Vorrebbe parlarmi della sua migliore amica, che ad un certo punto si è allontanata. Vorrebbe dirmi molte cose, ma sa che non può farlo, perché aprirsi oltre a un certo limite significherebbe non rispettare le confidenze. Ci sono vincoli che riguardano l’amore e altri che riguardano l’amicizia, e non si possono fare eccezioni in nessuno dei due casi, nemmeno se hai appena fatto l’amore col tuo ragazzo e adesso ti sta stringendo sul suo letto.
Io lo so e lo accetto, abbracciandola ancora più forte. Le faccio capire che va bene anche così. Non conosco i dettagli della loro storia, ma so che non è stata colpa di nessuno e che alcune persone hanno bisogno di trovare un rifugio anche dai propri migliori amici oltre che da se stessi. Così a volte si misura l’amicizia.
La migliore amica di Anna è una ragazza bellissima. È molto diversa da Anna, sia per il carattere che per la presenza fisica. Entrambe sono la dimostrazione di come possono coesistere nel mondo bellezze così evidenti e diverse. Pur avendo la stessa età, Anna sembra più giovane e ha lo sguardo di un’adolescente. Anna emana un profumo che arriva spontaneamente alle persone, perché è fatta di sorrisi e di una genuinità chiara come l’acqua. Anna è un’opera d’arte regalata al mondo perché tutti la vedano e la capiscano.
La sua migliore amica, invece, è quasi come un segreto. Il suo vero profumo non si può sentire. È un regalo che concede solo alla persona che può starle accanto. Così si rivela agli altri. È di una bellezza talmente particolare che non tutti possono avvicinarsi. E la sua solitudine, il senso di sentire gli altri, di vivere nel mondo, la porta a volte ad allontanarsi. Perde se stessa nella sua vertigine e ha bisogno di andare, di spostarsi, di modificare il suo livello nella vita per ritrovarsi. Quella ragazza è un’opera d’arte che non tutti comprendono. Non tutti ci arrivano. Molti uomini vorrebbero una donna così, senza pensarci, ma è questa la spiegazione della sua solitudine. La bellezza fisica a volte rischia di nascondere una bellezza ancora più importante, che va raggiunta e toccata, ma solo se chi porta quella bellezza lo permette.
Anna si sente gelosa di se stessa per il semplice fatto di essere felice, ma prima o poi la sua amica tornerà. Esserci, per lei, significa capirla e stare ad aspettarla. Preparare per lei la via del ritorno. Farle capire, anche da lontano, che l’amicizia vera non è quella che si vive costantemente, giorno dopo giorno, ma è la possibilità di allontanarsi e di ritornare esattamente come ci si era lasciati.
Forse Anna avrebbe bisogno di parlare alla sua amica e di poter contare su di lei, ma verrà il momento anche per questo. Adesso sa che deve essere forte per entrambe.
Continuo ad accarezzarle la schiena, fino a quando il suo respiro non diventa regolare. Si è addormentata.
“Ti voglio bene,” le sussurro, finalmente ad alta voce, quando ormai non può sentirmi più perché le uniche sensazioni che percepisce sono quelle dei suoi sogni.

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