Questioni di gravità


A volte penso al trascorrere del tempo e all’influenza così strana che può avere su di noi.
Divento adulto e capisco il senso di quello che mi dicevano i vecchi, una volta, mi dicevano che la vita è breve e il tempo scorre veloce, troppo veloce.
Una volta non badavo a quelle parole, le ritenevo banali, la vita vissuta era ancora troppo poca per percepirne la durata, le emozioni, le meraviglie, le delusioni forse. Nessuno è talmente stupido da capire queste cose senza averle vissute quasi fino in fondo.
A volte penso che il tempo scorra diversamente da persona a persona, come se la Teoria della Relatività non si basasse sulla gravità o sull’accelerazione dei corpi, ma sulla mente di ognuno, sulla sua pelle.
Forse per me il tempo si è fermato, forse per te si è allungato, forse da quando ci siamo lasciati qualcosa si è interrotto e siamo ancora qui cercando di aggiustarne i pezzi.
Tu già allora eri più grande di me e forse in questi anni lo sei diventata ancora di più. Però una volta ero io che badavo a te, ti coccolavo, avevo cura dei tuoi sentimenti. Tuo figlio era ancora piccolo e lo cullavi proprio come un bambino. Poi io cullavo te. C’era una dolcezza sconfinata in quella casa, nelle nostre menti, ovunque fossimo.
Ora credo che tu sia andata avanti. Hai superato gli scogli che avevi davanti. Il tempo è stato onesto con te, è stato corretto. Hai potuto percorrere la strada, forse non dove volevi tu, ma hai sentito scorrere su di te i giorni, i momenti, hai visto le persone crescere attorno a te, hai ricordato e dimenticato, sei stata te stessa.
Io invece ripenso ancora a noi, a quelle stanze, a quelle tende leggermente mosse dal vento che guardavamo in silenzio abbracciati sul letto, ai tuoi gemiti sussurrati di nascosto, perché tuo figlio non ci sentisse, al nome di Dio che hai pronunciato da peccatrice la prima volta che il tempo si è fermato per noi.
Chissà se faremmo l’amore ancora, in un altro Universo. Tuo figlio ormai è diventato grande, va alle elementari, fa i compiti e alla sera si addormenta presto nella sua cameretta.
Io invece vorrei entrare nella cameretta della sua mamma, trovare te, toglierti quel reggiseno di tulle che ricordo ancora, vedere la tua pelle abbronzata, il tuo corpo sensuale e maturo, quello di una donna più grande di me, ma piena del suo frutto, piena di ciò che un uomo vuole più di ogni altra cosa per la sua esistenza.

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