Il giorno che scrissi per te


Sei su un terrazzo, verso l’ora del tramonto, dietro di te nuvole colorate si stanno addensando verso ovest, il solo dietro le nuvole tenta fino all’ultimo di illuminare i tetti delle case. Ormai è tardi, però, se ne sta andando ed è sempre più debole. E’ un arrivederci. Lascerà il posto alla notte, al buio, alle cose che succedono solo di nascosto, quando nessuno può vederle.
Il buio non viene all’improvviso, quando parliamo dei tramonti estivi. Quando parliamo di te che indossi una gonna corta, nera, i capelli sono spettinati dal vento e la luce da dietro ti illumina dolcemente, scende bagnandoti di colore acceso dal collo fino al dettaglio della coscia.
E’ un dettaglio perfetto per questa foto, ma non nasconde il dettaglio del tuo sguardo. C’è un sorriso malizioso su quelle labbra, mi fa venire tante idee. Poi seguo di nuovo la linea del tramonto, che mi guida ancora lì. La coscia, adesso, mi piacerebbe sfiorartela con le dita.
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