Un mucchio spropositato di sorrisi


– Sono felice quando trovo un tuo messaggio, una tua lettera, perché so che sarà preziosa.
– Anch’io quando trovo un tuo messaggio provo la stessa cosa. Sembra scontato dirlo, ma non lo è.
– Non sono le parole ad essere scontate, ma il modo in cui si usano. Ecco, tu non dirai mai qualcosa in modo scontato.
– Grazie.
– Questo però non vuole caricarti di responsabilita, ma di alleggerirti. Comunque non ci potrebbe essere niente di sbagliato da dire, fra di noi, in un momento così.
– Io, quando ti scrivo, riesco a pensare a cose che altrimenti non riuscirei a pensare. Con te diventano naturali. Io ho cura delle mie parole, o almeno ci provo, ma le trovo facilmente da quando ci sei tu, tutte quante.
– Grazie.
– Da quando ti conosco mi sembra che scrivere abbia più senso di prima. Non parlo dei racconti, ma dello scrivere inteso come comunicazione. Anche quando ti invio una mail, ad esempio, sento che c’è qualcosa di più, che va oltre la comunicazione.
– E’ cambiata la prospettiva…
– Anche quando ti scrivo qui adesso. Perché tu hai una visione delle cose, di queste cose, diversa dalle altre persone che conosco.
– E’ una visione piu’ simile alla tua.
– Sì, forse. Ma il fatto è che grazie a come sei fai nascere nuove frasi, e le nuove frasi portano alla cosa più importante, a nuovi significati.
– Mi piace sapere che se ti dico qualcosa arriva a te nell’esatta concezione in cui esce libera dalle mie labbra o scorre serena tra le mie dita, senza fraintendimenti… perché la giusta sfumatura è stata colta, ma anche perché il tuo orecchio, il tuo cuore e la tua mente sanno leggerla nel modo giusto. Non esiste la comunicazione unilaterale, ma tu sei lì e io lo sento che ci sei.
– La verità è che sei un arricchimento per me, per quello che fai, che dici o che scrivi direttamente, ma anche perché con te io riesco ad esprimermi in modo diverso, e mi piace come sono adesso.
– Fa parte di un percorso, e ci siamo tutti e due.
– Il fatto di parlarti, di conoscerti, mi ha permesso di raggiungere una situazione per cui ho avuto la sensibilità di scrivere quei racconti.
– Magari non li avresti scritto così, ma li avresti scritti lo stesso.
– E’ come essere sulla stessa lunghezza d’onda.
– Sì. E dà sollievo, non lo senti? E freschezza, e un mucchio spropositato di sorrisi!
– Solo tu potevi inventare “mucchio spropositato di sorrisi”!
– Sì, è abbastanza brutto in effetti!
– Nella frequenza dove viaggiamo noi, ci si ferma a contemplare un’espressione come mucchio spropositato di sorrisi, ma come si fa?
– Mi piace stare con te.

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