Il libro di poesie


Faccio scivolare sul pavimento il libro di poesie. Ho appena finito di recitarti Neruda: i suoi versi potrebbero farci stare svegli tutta la notte. Però le sue poesie posso recitarle anche a memoria e l’ultima la finisco guardandoti negli occhi.

Sei bellissima. I tuoi capelli sono di un colore che viene da una stagione sconosciuta, né passato né futuro. Ti scorrono sul viso, morbidi e leggeri, e ti regalano un’aria da bambina. Vorrei dirti grazie, di essere qui, con me, insieme in questo bozzolo di calore, anche se per queste cose non si deve mai ringraziare, ma ricambiare. Mi piace appoggiare il mio corpo al tuo e adoro sentire la pelle tiepida del nostro contatto.
Vorrei solo che questo tempo fosse infinito. Che potessimo recitare le nostre poesie fino al mattino. Che esistesse una carezza di una dolcezza ancora più profonda. Però posso baciarti, e ad ogni bacio il tempo resta sospeso. Ad ogni bacio posso sentire le tue mani su di me e posso vedere dentro ai tuoi occhi. Guarda dentro ai miei occhi, mi dici, ma io ci navigo dentro, ti rispondo.
Le nostre bocche si cercano. Le tue mani sui miei capelli. Le mie dappertutto, su di te.
Mi soffermo sul tuo seno. Ruoto i polpastrelli sui tuoi capezzoli. Mi piace sentirli, appena in tempo, che si induriscono sotto alle mie dita. E’ la tua eccitazione che diventa la mia eccitazione. E’ la voglia baciarti il seno e darti così un piacere leggero e continuo, come un’onda che non troverà mai la sua riva.
Stai dicendo qualcosa, ma sono parole o sussurri? Muoio ogni volta che sento il tuo corpo venirmi contro. Apri le gambe, senza volgarità, ma con grazia, la tua grazia che vuole formare con me un bozzolo ancora più chiuso e più caldo, più dolce e più romantico.
Non vorrei farlo, piccola mia, non vorrei entrare in te, ma devo, qui dove siamo. Sento col ventre i tuoi peli pubici, le tue cosce morbide, il centro pulsante del tuo desiderio. Ti bacio ancora e mentre ti bacio spingo delicatamente verso di te. Ancora, parole o sussurri?
Soffi, mi dici, sono soffi, sulla mia pelle, sulla mia bocca, vicinissima alla tua. Li distinguo sempre di più, mentre continuo a spingere delicatamente.
Il tuo corpo inizia a muoversi, piano, in sintonia col mio, ma con movimenti contrari. Le tue sono spinte opposte, contrarie alle mie, e ad ogni spinta sento un altro soffio, un sussurro, un gemito di piacere che ancora deve arrivare nella sua esplosione, ma che continua ad essere intenso e meraviglioso.
Continui a spingere e mi chiedi di spingere sempre più forte. Ormai non sono più neanche soffi, ma grida, con la bocca aperta che continuo a cercare e a baciare. Ti mordo le labbra e sento che il piacere cresce con te, i nostri corpi sono devastati da ondate che percepisco dai tuoi movimenti sempre più incontrollabili. Sento i tuoi piedi che battono sul letto, che cercano il contatto con le mie gambe e le accarezzano, mentre il piacere accarezza il tuo corpo e ne sento le conseguenze.
Alla fine siamo esausti, ma io sono ancora dentro di te. Non voglio uscire. Voglio stare qui e continuare a spingere, ancora, sempre, qui dove viene svelato il nostro segreto.

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2 pensieri su “Il libro di poesie

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