Il nostro buongiorno


Una serata tranquilla, piuttosto noiosa e troppo calda.
Ho guardato per tutto il tempo il mare, il suo muoversi lento quasi avesse paura di svegliare la luna che era lì immobile e imperterrita ad illuminare gli scogli.
Anch’essa sembrava mesta, avvilita e per questo assonnata.
In una bolla di sapone, ero lì dentro, le voci mi giungevano lontane, le luci delle candele, nella penombra, rendevano il posto accogliente e affascinante.
C’era la musica ad alto volume ma alle volte mi arrivava in sottofondo.
Ero assopita nei pensieri, guardavo quei due sulla riva del mare a gustarsi le onde notturne.

Stavano cosi bene, si scambiavano tenere effusioni, sembravano due anime in paradiso.
Lui le sfiorava col viso i capelli, ne sentiva l’odore, poi le accarezzava gli zigomi, la fronte, il naso, la bocca, poi il collo e le orecchie con le labbra, senza baciarla però.
Lei aveva gli occhi chiusi ma si vedeva che la cosa le dava sollievo e le provocava benessere.
Poi si accarezzavano le spalle con un tocco che delicato è dir poco, come stessero sfiorando
vetro soffiato, lentamente lei insinuava la sua mano sotto la camicia di lui, dopo aver aperto sì e no due o tre bottoni.
Voleva sentire il suo cuore, gioire del suo rintocco, forse, sincerarsi che battesse per lei.
Poi ho visto unirsi i profili, due ombre scure diventare una sola, era un bacio.
Un bacio quasi sfiorato ma avevo la sensazione di sentire il rumore delle loro lingue, della loro saliva, sembrava il fruscio di una stoffa, di velluto o di seta non so.
Mi sembrava di sentirne il sapore, dolce e salato.
Due teste in continuo movimento lento e poi un po’ veloce.
Ho notato all’improvviso qualcosa volare, come se da loro fossero usciti dei piccoli fantasmi o spiritelli impazziti, non ho capito bene cosa fossero, ma poi lentamente ho realizzato, erano i loro vestiti, si erano liberati dei loro vestiti, buttandoli altrove perché forse oramai davano solo fastidio.
Lui la teneva abbracciata come si tiene un fagottino appena nato, sembrava la venerasse, la baciava e la accarezzava e lentamente la accompagnava nel distendersi sulla sabbia.
Sono scomparsi così, tra le piccole dune di sabbia.
Ogni tanto scorgevo delle forme, una spalla o una gamba pensavo, forse è la schiena di lei che si muove sul corpo di lui oppure è lui che riempiendola è sopra di lei.
Qualche piccolo grido simile a quello di un gabbiano, altri movimenti confusi, altri pezzi di corpi affamati.
Ho fissato per tutto il tempo quelle sabbie mobili, illuminate solo dal dolce riverbero della luna assopita sul mare, tutt’intorno il buio di una notte d’estate, appoggiate su un cuscino di sabbia ad amarsi e a sognare.

Domattina saremo ancora lì a dormire, con i nostri corpi velati di sabbia e inzuppati di mare.
Saranno le prime luci dell’alba a svegliarci e a regalarci un dolce tepore.
Il nostro buongiorno sarà un tenero abbraccio.

(A.P.)

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...