Just Like Heaven


E’ bello correre in macchina con vicina la donna che hai nel cuore.
Qualunque destinazione va bene, basta che sia estate: i finestrini un po’ aperti, una giornata di sole che lascia il posto alla sera, musica in sottofondo.
Ieri stavo tornando a casa e in radio è partita una canzone dei Cure.
Il paesaggio era quello solito, una lunga strada circondata da campi e paesi, un po’ di traffico, non molto però, il sole che velocemente scendeva all’orizzonte e i miei soliti occhiali scuri a proteggermi.
Quando ho comprato la mia auto ho scelto il cambio automatico. Per me è una grande comodità, anche se qualcuno dice che non è proprio così cool.
La strada è infinita, allungo una mano verso destra e ci sei tu.
Sai, così potrei veramente andare ovunque: senza meta, senza nessuna destinazione, non mi interessa nient’altro.
Voglio solo guidare senza pensare, seguendo la strada che porta chissà dove, voglio solo sentire la musica dei Cure e tenere la tua mano nella mia.
Ti accarezzo le unghie, come piace a me. Mi piace far passare i polpastrelli fra le tue dita, lungo il palmo della mano, sul polso, e lentamente ti accarezzo lì dove è un po’ più sensibile. Non è niente di erotico o eccitante, è solo un lembo di pelle sul polso, però è una meraviglia.
Chissà dove vuoi che ti porti.

*

Quel pezzo dei Cure è bello, l’ho tirato giù da Internet e l’ho masterizzato in un cd come faccio solitamente.
La musica per me è come aria, non posso starne senza, ho la mania di catturare le melodie che sento, magari per sbaglio, al supermercato o dal parrucchiere, o in altri posti.
Se mi piace la devo fare mia, la devo avere, devo sapere di cosa parla.
E’ successo cosi con quella canzone quando me l’hai consigliata.
La ascolto solitamente quando sono in macchina e mi fa pensare a te, osservo quella tua foto anche se non ce l’ho davanti e ti immagino con me, alla guida magari.
Corriamo senza una meta precisa, l’aria entra invadente dai finestrini aperti e la musica riempie l’abitacolo di note dolci e sensuali.
Io ti osservo, le tue mani sullo sterzo, sei concentrato, hai gli occhiali.
Mi avvicino appoggiandomi sul tuo collo, accarezzo lentamente il tuo braccio teso.
Rimango un po’ cosi, mi gusto il tuo odore, sai di bucato, sai di mare, sei buono.
Mi avvicino un po’ di più perché voglio appoggiare le labbra sul tuo collo e solleticarti un po’.
Tu mi assecondi piegando la testa sfiorando la mia, accenni un sorriso lanciandomi uno sguardo malizioso.
Ti accarezzo intanto le spalle, lo sterno da dentro la maglia, perché ho messo la mia mano nella tua polo, voglio sentire la tua pelle.
Ormai le mie labbra si sono schiuse, ti bacio il collo, lo sfioro un po’ con la lingua e col naso sfioro anche il tuo orecchio.
Non sei più tranquillo ma continui a guidare.
Ti lecco la mascella e quel po’ di barba mi pizzica la lingua, arrivo allo zigomo mentre con un dito ti tocco le labbra.
Appoggio di nuovo il mio viso sul tuo collo, te lo accarezzo con le ciglia mentre chiudo gli occhi e la mia mano scivola giù, sulla tua coscia.
Adesso ti sciogli un po’, noto un leggero fremito lungo tutto il tuo corpo, una vibrazione. La tua testa fa per appoggiarsi all’indietro come se volessi rilassarti, ma non puoi, devi continuare a guidare.
La mia mano è sul bottone del tuo pantalone adesso, dopo che ti ha accarezzato dolcemente tra le gambe.
Sento i tuoi sospiri mentre ti bacio l’angolo della bocca, mi diverto lì con la lingua, tu vorresti agganciare la mia ma io no te lo permetto.
Quando senti il calore della mia mano sul tuo membro ti abbandoni un attimo, io ti stimolo ed entro con la lingua nella tua bocca. Mentre guidi ancora, inizio ad andare su e poi giù.
E bellissimo baciarti e toccarti così, avere la tua voglia in mano ma allo stesso tempo vederti legato nei movimenti.
Sei uno spettacolo, con l’aria che ti scompiglia i capelli, eccitato da morire, che mi baci ma non puoi guardarmi, mi vuoi ma non puoi toccarmi, ti voglio ma non puoi avermi.
Mi adagio laggiù allora, lo prendo in bocca, lo coccolo con la lingua.
Sento la tua mano sulla mia testa come una giuda, la assecondo e ti succhio da morire.
Mi ecciti, mi eccita il tuo respiro, i tuoi gemiti, il tuo leggero movimento in avanti che me lo spinge sempre più dentro la bocca.
Mi piaci impacciato e legato, mi piace stuzzicarti, mi piace approfittare di te!

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Un pensiero su “Just Like Heaven

  1. In una notte d’inverno in cui per la prima volta sono andata al letto con lui, tornando a casa emozionata e contenta alla radio è partita questa. Non dimenticherò mai quella notte e non dimenticherò mai questa canzone.

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