Un dentifricio che comprerei


Sei stata a casa mia.
Sei stata un’amica che è venuta a trovarmi.
Dovevi passare la notte lì.
La serata vissuta sul divano, tra chiacchiere e bicchieri di vodka con liquore al caffè e ghiaccio a volontà. (Ma quanto è bello il rumore del ghiaccio nel bicchiere? A volte penso che le cose importanti che facciamo nella vita non siano che scuse per vivere invece le cose piccole, come sentire l’insignificante rumore del ghiaccio nel bicchiere.)
Abbiamo parlato di ragazzi e ragazze. Di quell’altro tuo amico che sei andata a trovare tempo fa. Poi altro liquore e altro ghiaccio nei bicchieri.
Ora andiamo a letto, che ne dici?
Ma sì, anch’io sono un po’ stanca.
Ti ho preparato la camera, guarda che capolavoro.
Dormirò come un angioletto.
Mettiti comoda, io vado a lavarmi i denti.
Mi sono guardato allo specchio. Che faccia strana. Mi è sembrato di avere dei lineamenti diversi da quelli che mi ricordavo. E poi che schifo questo dentifricio, ne dovrebbero inventare uno al gusto di Black Russian.
Ho aperto la porta e tu eri lì, in pigiama e a piedi nudi.
Ti ho trascinata dentro, ho spento la luce e chiuso la porta.
Ti ho baciata, subito con la bocca socchiusa e appassionatamente come si bacia la propria migliore amica. Tu non hai fatto nulla per evitare che le nostre lingue si divorassero.
Nel buio ti ho fatto una domanda e la risposta tu l’hai saputa benissimo.

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3 pensieri su “Un dentifricio che comprerei

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