8 marzo 2014


Oggi, che era la festa della donna, fin dalle prime luci dell’alba un gruppo di discepoli iniziò il suo cammino per giungere al mio eremo.

Io ero già desto perché mi aspettavo che tale ricorrenza scatenasse nei miei discepoli nuovi o antichi turbamenti ed ero pronto a sollevarli da tali pesanti angosce.

Non fui sorpreso quando mi accorsi che tale gruppo era formato unicamente da donne. Esse avevano cacciato lungo la strada quegli uomini che impavidamente avevano tentato di unirsi a loro, respingendoli con la convinzione che in tale data solo alle donne fosse concesso il privilegio del mio conforto.

Io pensai invece che la mia parola dovesse spargersi lungo tutta la rosa dei venti e non solo, ma fui anche consapevole che a volte si possa trarre giovamento dal mio silenzio come dalla mia parola e questa fu come una carezza, fatta da lontano, per tutti coloro a cui fu vietato di assistere alla mia omelia.

Io seppi che anche altre donne non salirono fino al mio eremo e lo fecero di loro propria volontà. Io le benedissi perché esse valorizzavano quel giorno così importante più di ogni altra donna. Banale è ritenersi soddisfatti di sé, ma io lo fui perché quelle donne, pur senza venire da me, si erano incamminate comunque lungo la via della saggezza religiosa, e non vi è miglior religione al mondo di quella che si professa nei confronti di se stessi.

Le donne si fecero numerose e, una volta giunte tutte al mio cospetto, attesero un mio cenno prima di aprirsi e svelarmi così il loro spirito affranto, cenno che arrivò dopo che i miei occhi le ebbero scrutate una ad una, ma con grande amarezza.

Fu molto accigliato il mio sguardo e fu doloroso per loro scoprirsi anche oggi nude e peccatrici innanzi a me, ma esse quel giorno vollero la solitudine rispetto agli uomini e io gliela concessi fino in fondo senza nessuna misericordia.

Esse mi parlarono delle donne e lo fecero concentrando su di loro i problemi dell’emancipazione, dell’uguaglianza, dei diritti e della violenza.

Io le ascoltai con pazienza, ma alla fine non resistetti e alzai la mano con una veemenza tale da provocare un’eclissi. Tacquero.

Dopo un lungo silenzio, finalmente dissi: “Quali parole volete udire da me? Siete arrivate fin qui dalla valle per godere della mia saggezza, ma pensate di essere pronte per tale saggezza?” Feci segno di no con la testa, a differenza di quelli che invece fanno segno di sì.

Provai infinito scoramento nel pensare alla mediocrità e alla banalità di chi ragiona per luoghi comuni e non per le proprie idee. Maledetto per sempre sia colui che gode nel provocare un applauso gratuito per le sue stesse, banali parole e per il compiacimento che sempre le accompagna.

“Voi mi parlate di emancipazione, ma festeggiate la vostra giornata attaccando gli uomini, rinchiudendovi in un ghetto fatto di false risate, di cibi, di musiche e di balli. Vi chiudete dentro e vi lamentate perché nessuno vi fa andare fuori.”

“La vera uguaglianza,” continuai, “non si ha con le pretese, non si ha con le parole e soprattutto non si ha grazie al privilegio. Non parlate di emancipazione femminile, parlate di emancipazione. Non parlate di diritti in difesa delle donne, ma di diritti che proteggano e tutelino tutti. E se parlate della violenza più vergognosa che esista, parlate della violenza contro il più debole, che va prima difeso e poi aiutato, e non importa che sia un uomo, una donna, un bambino, uno diverso da noi o proprio noi.”

Esse non colsero l’importanza della mia passione, ma questo non fu un dramma perché solitamente le mie parole non sono facili da intendere.

“Pensate a chi è il vostro nemico,” conclusi, “e a chi siete voi. Ma non fermatevi qui. Pensate a un nemico più grande e di nuovo a chi siete voi. E ancora non fermatevi. Alla fine arriverà un nemico molto, molto grande, e molto, molto cattivo, e sarà lui il nemico da combattere. Ma non saremo soli.”

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...