Io c’ero, ero lì con te.


Io c’ero, ero lì con te.

Ti ho accarezzata a lungo, ho sfiorato la tua pelle lentamente, ho percorso le colline del tuo corpo con le dita.

Ti ho provocato brividi, i muscoli si sono lentamente rilassati e la tua mente è andata lontano, in un posto tranquillo dove non esiste il dolore, dove non c’è nulla a cui pensare.

Ti ho fatto chiudere gli occhi e mi sono abbandonato fra le tue braccia.

I lunghi abbracci mi hanno dato il tuo calore, l’ho sentito pervadermi, l’ho avvertito penetrarmi sotto la pelle.

Il tuo viso sfiorava il mio, delicatamente, e solo il rumore di piccoli baci rompeva il silenzio.

Il letto era la nostra isola lontana dal mondo.

Eri lì, accanto a me, mi accarezzavi il petto, poi le spalle, poi le braccia, sentivo il tuo sangue scorrere sempre più velocemente, e intanto avvertivo il solletico sotto le mani.

A un tratto ti preso una mano, ti ho succhiato le dita e ho iniziato a morderti il polso.

Ho percorso con la lingua la lunghezza del tuo braccio, raggiungendo le spalle e scendendo poi sui seni.

Li ho presi fra le mani, stringendoli un po’, ho iniziato a leccarli, dandogli vita, li ho svegliati, li ho resi turgidi per me.

Sei soffice, ti ho detto, sei il mio tessuto di velluto su cui adagiarmi.

Apri le gambe, ti voglio, devo farti mia, devo riempirti.

Mi hai ascoltato. Le tue gambe si sono aperte e mi hanno accolto. Io sono sceso lungo il tuo corpo fino a quando la tua rugiada non ha sporcato il mio viso.

Prima hai sentito baci quasi innocui, poi le mie labbra schiudere le tue e infine la mia lingua entrare dolcemente e muoversi piano nella tua intimità.

Prendimi, prendimi, cosa aspetti, queste le tue parole, prendimi e vieni con me.

Le tua pelle fra le mie mani quasi accartocciata come un pezzo di carta, la mia presa forte, la mia voglia schiacciata sulla tua pancia e la mia lingua di nuovo nella tua bocca.

Un bacio quasi estremo, ogni angolo della tua bocca sotto il controllo della mia lingua a scoprire il sapore più interno.

Lo hai preso tra le mani, lo hai sentito e sei stata ancora più accogliente.

Io ho spinto e tu lo hai sentito tutto quanto, fino a chiuderti la gola.

I tuoi sospiri. Le tue gambe a tenermi stretto. La tua schiena a inarcarsi durante le mie spinte.

Poi i nostri occhi uniti nel momento più alto.

Abbiamo fatto l’amore tutta la notte, avvolti dalla penombra e dalle lenzuola.

Ogni tanto un soffio d’aria a rinfrescare le menti, ogni tanto momenti di sospensione e di silenzio.

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