Notturno


Sei sdraiata al mio fianco. Non dici niente, ma so che sei sveglia anche se guardi dall’altra parte. Lo sento dal tuo respiro, che a volte si confonde col soffio del termosifone. La tua presenza mi riscalda. Mi avvicino a te. Avvicino il ventre alla tua schiena e cerco un contatto. Lo trovo e insieme, in te, inizia un respiro diverso. Ora il fiato caldo del termosifone è perso nei miei ricordi. Ti sfioro le gambe piegate sul letto, sono morbide e tiepide.

Posso sentire il profumo dei tuoi capelli. Sanno solo che di te. Ti passo la mano intorno alla vita. Accarezzo la pelle nuda. Le mie dita si muovono sul tuo ventre, girano attorno all’ombelico e trovano la tua mano. La stringo piano. In questo momento, di tutto il mondo passato e futuro, mi basta il presente della tua mano.

Chiudo gli occhi. Giochiamo a sfiorarci le dita.

So che stai sorridendo con gli occhi chiusi. Ti conosco. Ti giro un po’, per vederti il viso, e scopro che è così. Me lo mostra la luce che entra dalla finestra e penetra nell’oscurità.

Adesso non puoi fare finta di dormire. Mi passi le dita sul petto. Sento le unghie che scivolano sulla pelle. Salgono lungo il collo, passano sul mento, girano intorno alle labbra. Poi apro la bocca a metà, come quando si vorrebbe dire qualcosa, ma il cuore batte troppo forte e le parole si fermano in gola.

Sorridi nel vedermi così. Non capisci che sei tu a farmi perdere il cammino? Le tue dita continuano a muoversi. Entrano nella mia bocca e si inumidiscono. Si appoggiano sugli incisivi e si fanno mordere delicatamente. Senti i denti che fanno pressione e un brivido ti attraversa il corpo. Ma i tuoi occhi, che riesco a vedere nei riflessi blu notturno, trasformano il mio morso in un bacio rubato. E’ buono il sapore della tua pelle e come un neonato apro le labbra perché ne voglio di più. Mi fa impazzire succhiarti le dita.

I tuoi occhi sono come ciliege. Le tue labbra sono caramelle ai frutti di bosco. Ti piacciono le caramelle, mi chiedi. Non le ho mai assaggiate.

Ti accarezzo le spalle, ti bacio il viso, le guance. Ti bacio sugli occhi chiusi. Vorrei baciare ogni parte di te. Alla fine sono pervaso da una fragranza di frutti di bosco.

Ti giro di nuovo, come prima. Mi piace così. Mi piace stringerti forte. Ora ti piego le gambe, accarezzo l’interno delle cosce e sento la nuova umidità delle tue mutandine. Non so come, ma le faccio volare via. Siamo in un mare di silenzio. C’è ancora il soffio del termosifone, ma è lontano, ormai. E’ un rumore bianco che si confonde coi battiti del cuore, col sangue che sentiamo arrivare alle tempie e col respiro che diventa sempre più corto.

Ti sollevo leggermente la gamba. Faccio scivolare le dita sul tuo alveare. Sento un sospiro. Ti bacio le spalle e il collo. Mio Dio, non finirei mai di sentire il tuo profumo. Concentra le essenze dei luoghi, dei momenti, delle speranze e dei sentimenti che ancora devo conoscere.

Qualche istante ancora e senti, senti il rumore della risacca, il soffio del vento e le onde che muoiono sulla spiaggia. Ancora e ancora, assapori il sole che ti batte sulla schiena, che ti brucia senza scottarti, che scioglie il ghiaccio e ti avvolge come un mantello di velluto.

Le onde si stanno avvicinando. Prima ne sentivi solo il rumore e un discontinuo profumo di salsedine. Ora il rumore sta crescendo e le onde ti arrivano alle caviglie. E’ sempre più forte. Senti le onde dentro di te. Senti che il temporale sta arrivando.

Ci manca il tempo di respirare, come se stessimo affondando nell’oceano. E’ bellissimo qui sotto. Ci sentiamo immersi in un mondo senza rumori, nel quale niente è importante. Dovremmo sentirci soli nel silenzio, ma non è così.

Ci svegliamo sulla spiaggia. Il sangue e l’adrenalina non finiscono di inondarci le vene. Nel cuore, spero segretamente di trovare ancora la mano di prima, ed eccola qui. Anche lei mi cerca, vuole essere accarezzata, di nuovo. La tua pelle adesso è umida e salata. Ma la tempesta è passata e sdraiati sulla sabbia vediamo i gabbiani che volano in alto. In quel momento viviamo insieme con loro. Ci sembra di vedere il mondo da lassù.

Ti giro ancora, perché ho voglia di frutti di bosco. Ora che le ho assaggiate, delle tue caramelle non posso più farne a meno. Sono sopra di te, le mie gambe nelle tue, i tuoi seni contro il mio petto e la mia bocca sulla tua.

Un ciuffo di capelli ti cade sul viso. A quella visione anche il mio bacio si deve interrompere. Ti guardo senza dire niente. Hai le guance rosa, le labbra umide e perfette e quel ciuffo di capelli castani che si appoggia sul viso con una delicatezza così leggera e spontanea da togliere il fiato. Stai per dire qualcosa, ma ti chiudo le labbra con la punta delle dita. Va bene così. Non dire niente. Il vento sta cambiando. Non dire niente. Nuove onde sono nate nel mare e, prima o poi, arriveranno fin qui.

La spiaggia è deserta, ci siamo solo noi, sotto il cielo grigio, ad aspettare un’altra tempesta.

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