E’ già Natale


E’ già Natale.

Mi ricordo una delle nostre prime conversazioni. Tu eri già partita, stavamo esplorando i primi passi del nostro sentiero e a un certo punto ti ho parlato degli auguri di Natale.

Un Natale che sembrava inarrivabile, a quel tempo, perché le sere fresche e incantevoli dell’estate erano ben diverse da queste, così brevi e fredde, come sono in dicembre. Ora non indossi abiti leggeri e non aspetti in veranda il momento di dormire, ascoltando i rumori e annusando i profumi della notte di giugno.

Sono trascorsi i giorni, passate le stagioni, cambiati gli odori, è venuta e se ne è andata la neve, e ora, vedi, è già Natale.

“Non so se potrei fare gli auguri alla mia ragazza,” ti ho detto quella sera. Intuivo che più forte fosse un legame, meno direttamente si potessero esprimere i desideri e le speranze verso quelle persone. Come se dicendo Buon Natale si sminuisse il sentimento e si decidesse, in un istante, di essere persone diverse, comunque più lontane, in modo simile a come si misura una distanza. Dove non c’è distanza, invece, non serve dire nulla. E’ come parlare a se stessi.

Erano i giorni del nostro sentiero appena iniziato, ma io ne stavo riconoscendo i passi e sapevo dove stava per condurmi. E sapevo che la persona a cui mi riferivo, quella vicina al mio cuore da togliere l’utilità alle parole, l’amore mio, eri tu.

Ben venga, ho continuato, lo scambio degli auguri con gli altri, con chi sta intorno a noi, e con i quali affrontiamo le esperienze della vita e una parte della vita stessa. Sono gli auguri amorevoli verso gli amici e i parenti più vicini, la nostra vera famiglia, e gli auguri col sorriso sincero verso i conoscenti che vediamo solo a volte, ma che a Natale tornano nei nostri pensieri e ai quali, proprio oggi, vogliamo dedicare la speranza del giorno più felice di tutti.

Ma per quanto possiamo voler bene a queste persone, ne esiste una per la quale proviamo un affetto diverso, non misurabile, dove esiste un rapporto che va oltre la natura della vicinanza. E’ il tempo che abbiamo dedicato a lei, a lei soltanto, che l’ha trasformata nella nostra rosa, la nostra fra tutte. Ed è il suo il profumo che riconosciamo, fra pochi, fra tanti, fra tutti i profumi che esistono. Il suo cuore si trova profondamente vicino al nostro cuore, a una distanza così minima, pensavo, da rendere inutili le parole: i nostri auguri sono già lì, scritti in una dolcezza variopinta che ne rende ovvia la lettura. Ma ora so che non è così.

Oggi mi sono svegliato e tu eri al mio fianco, come ogni mattina. Aspettavo che aprissi gli occhi e intanto mi chiedevo cosa ti avrei detto il primo giorno di Natale. Se guardandoci da vicino, stretti in un abbraccio caldo e sensibile, avremmo capito da soli quello che c’era da dire, senza dirlo, o se il mio cuore avesse spinto fuori i sentimenti per ricordare con la voce, semplicemente, che oggi è Natale.

E poi, nell’attimo in cui ho riconosciuto in una sfumatura grigia e verde il bagliore di un’alba, ho capito che quando un sentimento diventa così intenso è vero che annulla le distanze, ma si prolunga verso qualcosa che è ben diverso dal silenzio dei pensieri e da quello che potremmo dire solo a noi stessi.

Il sentiero che sto percorrendo mi fa sentire un ragazzo migliore, ma non è verso di me che sto andando. Mi sta portando da te, è verso di te la mia direzione, e io compio i miei passi uno dopo l’altro. Nascono al mio interno i sentimenti, e sui tessuti del mio cuore sono ricamati i pensieri, ma non è a me che li rivolgo.

E il Buon Natale che auguro a te è unico, ed è solo per te. Va oltre me stesso. Non è l’augurio di una giornata felice, non soltanto. Il Natale fra noi non è un giorno, non è un’attesa, non sono i regali sotto l’albero, non soltanto.

E oggi lo capisco, quando ti sussurro Buon Natale. Perché mi si scalda il cuore, sento la neve che cade e si scioglie, e tutto il resto. E tu sai quello che significa.

“Buon Natale.”

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Un pensiero su “E’ già Natale

  1. ” E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. ”
    […]
    ” Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”

    🙂

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